Mi mangio anche il piatto

Il packaging edibile

L’ultimo appuntamento del mese di aprile, con il tema del packaging, lo concludiamo con un tema di cui si sente sempre più parlare: il packaging edibile!

Il confezionamento edibile è quello che può essere consumato, tal volta insieme al prodotto stesso.

Questo tipo di confezionamento viene spesso elogiato perché si propone come opzione eco-sostenibile, che di fatto non produce rifiuti.

In genere questo confezionamento viene prodotto a partire da polimeri edibili, come glucani e levani; da questi è possibile ottenere film, pellicole o veri e propri contenitori 3D. Si parla anche spesso di coating edibili, ovvero materiali che aderiscono completamente al prodotto, creando una barriera protettiva.

Tra i coating edibili con cui abbiamo più confidenza abbiamo le cere della frutta: alcune tipologie di frutta, come le mele, tal volta potrebbero essere ricoperte da cera commestibile, che consente di proteggere e conservare meglio il prodotto.

I risultati tal volta ottenuti, anche in termini di miglioramento della conservazione del prodotto, sono promettenti: alcune pellicole edibili, applicate su hamburguer di carne fresca, oppure su fettine di mela, consentono di limitare i processi di ossidazione; quando si desidera consumare il prodotto, lo si può fare direttamente con la pellicola.

Un’altra start up indonesiana, invece, ha ricavato un materiale dalla texture simile alla carta, partendo da un’alga marina. Questo materiale è stato lanciato per confezionare panini da consumare “take-away”, addentando direttamente anche l’involucro.

Pensando a questi risultati, però, stiamo osservando solo una faccia della medaglia: se il packaging dev’essere consumato, allora dev’essere sicuro, come un alimento. Dev’essere prodotto con gli stessi principi, e deve mantenersi sano fino al momento del consumo.

Di certo non possiamo afferrare un panino take-away, in una pellicola commestibile, con le mani, metterlo in borsa a contatto con tutto il resto, e poi, sempre con le mani (magari neanche così pulite), prenderlo e addentarlo…finiremo per mangiare una pellicola entrata in contatto con ogni genere di contaminante.

Il grande problema del packaging edibile, infatti, è che spesso per essere di fatto “edibile” dev’essere anch’esso, a sua volta, protetto da un altro contenitore non edibile.

Quindi, il packaging edibile è promettente, ma non può rappresentare l’unica soluzione sostenibile: va molto bene per quei prodotti che, già di per sé, presentano più involucri (sostituendo così quello interno con uno edibile), oppure possiamo sfruttare i packaging edibili per gli animali. Su quest’ultimi apriamo solo una breve, seppur importante, parentesi: come sappiamo i mari e gli oceani sono colmi dei nostri rifiuti; tra questi troviamo spesso confezioni per alimenti in materiale plastico, che possono anche danneggiare fisicamente gli animali marini, che rimangono intrappolati in essi, e si feriscono. Se questi venissero sostituiti da materiali non solo biodegradabili, ma anche commestibili da parte degli animali marini, si andrebbe a ridurre l’impatto negativo sull’ambiente e sulla fauna. Questa idea è stata portata avanti da un birrificio americano, che confeziona le sue lattine di birra in una “rete” formata dagli scarti di produzione della birra stessa, biodegradabile ed edibile dai pesci (foto in alto).

Valentina

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