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Il supermercato: l’immagine di un paese

15.11.2021

Oggi voglio parlarvi del supermercato in Belgio! Perché ho scelto di parlarvi di questo luogo?

Da brava tecnologa alimentare, il supermercato è un luogo che mi affascina moltissimo, infatti spesso cammino per le corsie quasi come se fossi in una galleria d’arte, fermandomi (davvero tanto) ad esaminare etichette: al supermercato troviamo tantissimi alimenti, prodotti in modo diverso, con formulazioni specifiche, con il loro packaging e modalità di comunicazione, e quindi per me è come avere davanti un libro da leggere e studiare: un prodotto non è mai solo un alimento, ma è tutto il processo e la filiera che c’è dietro. Non solo, vedere cosa propone il supermercato permette di capire quale sia l’alimentazione caratteristica di un paese ed in parte quali sono le necessità della popolazione.

Andando a fare la spesa ho quindi notato alcune caratteristiche e differenze rispetto a quanto troviamo in Italia.

Anche qui, in genere, si viene accolti dal reparto orto-frutticolo, in cui non mancano mai alcuni frutti come fragole, ciliegie e meloni… devo dire che anche noi ormai siamo abiutati alla frutta fuori stagione, ma ciliegie e meloni raramente si trovano nei mesi invernali, e le fragole sono magari in piccole vaschette in qualche frigo, mentre qui non si fa difficoltà a trovare intere cassette ben esposte.

Ciliegie, che in questo caso sono proposte confezionate e senza picciolo, per aumentarne la conservabilità

Nel reparto orto-frutticolo in genere non c’è la necessità di utilizzare i guanti per toccare la merce, ed i prodotti possono essere posti in buste di carta (tipo quelle del pane), per poi essere pesati alla cassa dall’operatore, non dal cliente.

Segue poi il reparto bakery, in cui vengono esposti con orgoglio pani di ogni tipo e moltissimi prodotti dolci, che vanno poi a comporre la colazione tradizionale alla francese.

In particolare qui producono molto pan-baluetto che viene venduto intero e può essere affettato dal cliente con una macchina apposita, utilizzata praticamente da tutti: sarà forse per questo che si trova molto difficilmente pan-cassetta a lunga conservazione e fette biscottate?

Si passa poi al reparto dei prodotti freschi, dove in genere i frighi sono colmi di piatti pronti: c’è ne sono di tutti i tipi, ed è diverso da quello a cui siamo abiutati in Italia, dove in genere abbiamo insalate pronte, zuppe/vellutate e magari qualche piatto più articolato a base di carne o pasta. Qui c’è una varietà ed una quantità davvero elevata di piatti in vaschette di alluminio, in vassoi di plastica, in bottiglia (vellulate pronte…), in buste di carta. Si hanno vassoi compartimentati con primo e secondo, bowl di poke, tortillas e panini, pasta, carne, pesce, quiche…non rimane che scegliere e scaldare. In tutto questo, però, manca quasi sempre il banco della gastronomia, così come quello della macelleria e pescheria: in tutti i supermercati che ho frequentato, i prodotti freschi come formaggi o carne sono esclusivamente pre-confezionati.

Protagonisti della spesa gantese sono sicuramente le alternative plant-based alla carne: si trova davvero moltissima scelta, tra marchi differenti e varianti appetitose, che vengono acquistate da tutti.

Una mancanza che ho notato riguarda invece i prodotti integrali: ormai in Italia quasi per tutto c’è un’alternativa in cui campeggia la dicitura “Integrale“. Biscotti, pane, crackers, merendine, gallette, pasta…ci piace intrgrale, ci piaciono i cereali minori e gli pseudocereali, anche quando sono presenti con lo 0,0001%. Qui non ho assolutamente visto questa preferenza nei confronti dei prodotti integrali. Non solo: la maggior parte dei prodotti contiene olio di palma, che in molti casi è accompagnato dalla certificazione di sostenibilità. Su molte confezioni, inoltre, è già presente il tanto criticato Nutri-score, ovvero l’etichetta a semaforo per identificare facilmente il valore nutrizionale dell’alimento.

Vasetto yogurt supermercato presente in Belgio con nutriscore
foto dal web (https://www.foodlog.nl/images/made/2a703e01277aca84/delhaize_nutri-score_996_701_c1.png)

In generale ho notato un assortimento di prodotti molto “europeo”, nel senso che si trovano facilmente tutti gli ingredienti ed i prodotti per andare a comporre la maggior parte dei piatti a cui si è abituati: che tu sia spagnolo, italiano, romeno o svedese, non penso si faccia difficoltà a trovare alimenti in linea con le proprie abitudini, tranne per una cosa: ho notato che non hanno praticamente biscotti da inzuppo per la colazione! Le corsie in Italia sono piene di biscotti di ogni tipo, in genere pensati per la prima colazione, da accompagnare al latte/the/caffè. Qui invece il biscotto è più quello da “pasticceria”, con una quantità importante di componente grassa, assolutamente non pensato per l’inzuppo e confezionato in mono-porzione o in vassoietti.

Per quanto riguarda i condimenti, pur non essendo un paese produttore di olio d’oliva, nei supermercati questo prodotto è presente con vari marchi. Quello che ho notato è che si dà molto spazio agli oli spagnoli e greci, ma non mancano quelli italiani. In Italia, invece, cerchiamo sempre l’olio nostrano, dimenticandoci che comunque tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo hanno una lunga tradizione olearia.

La spesa si conclude, infine, alla cassa dove le buste sono rigorosamente in carta: niente bio-plastica qui…!

Queste sono le principali differenze e caratteristiche che ho notato, e che trovavo interessanti da proporre, perché sicuramente possono dare spunti di riflessione su come le diverse abitudini culinarie e l’organizzazione della giornata portino ad influenzare la proposta dell’industria alimentare.

Valentina

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