sei attivo o sei intelligente?

Il packaging attivo e intelligente

Continuiamo a parlare di confezionamento nell’industria alimentare (IA), e osserviamo due tipologie di packaging “innovativo”: quello attivo e quello intelligente.

Il packaging attivo è una confezione in grado di interagire con il prodotto che è contenuto all’interno, in diversi modi, in modo da favorire la conservazione.

Sembra forse un qualcosa di limitato a prodotti particolarmente pregiati o costosi, ma in realtà sarà capitato a tutti noi di acquistare qualche prodotto con questa tipologia di packaging: pensiamo alle vaschette di carne confezionata, dove troviamo sul fondo un pad di materiale assorbente. Questo ha proprio la funzione di assorbire i liquidi che il prodotto rilascia, permettendo di migliorare la conservazione e l’aspetto.

Il packaging attivo è diffuso anche molto nel reparto orto-frutticolo: i prodotti vegetali continuano a respirare, traspirare e produrre etilene. L’etilene è l’ormone gasogeno della maturazione, e porta il prodotto ad ingiallire e diventare deliquescente. Confezionare un prodotto del genere in un contenitore contenente un assorbitore di etilene, si ha la possibilità di aumentare la conservazione del prodotto.

Il packaging intelligente, invece, è una confezione che in genere è in grado di percepire determinati parametri e, tramite un apposito sistema, indicarli al consumatore o all’operatore della filiera.

Questa tipologia di confezione è molto utile nelle fasi della filiera che precedono la messa in vendita: alcuni indicatori possono registrare la temperatura (T) a cui è conservato il prodotto, mettendo in evidenza eventuali anomalie.

Anche in questo caso abbiamo alcune applicazioni in ambito orto-frutticolo: alcuni anni fa era stato proposto il confezionamento “RipeSense”, in grado di percepire la produzione di etilene delle pere, e associare un certo grado di maturazione. L’applicazione però non è semplice: frutti diversi producono etilene in modo diverso, portando a diversi gradi di maturazione; servirebbe una confezione con un sensore specifico per ogni tipologia di frutto…

In genere, comunque, il packaging intelligente viene poco utilizzato per le confezioni destinate al consumatore finale, perché questo, in mancanza di un’adeguata informazione, potrebbe mal interpretare il dato riportato dall’indicatore.

Valentina

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